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San Giuliano di Toledo*
(642 – 690 d.C.)
Cattedrale di Toledo, Sala Capitolare
Autore: Juan de Borgoña - (s. XVI)
(Por gentile concessione dell'Archidiocesi di Toledo)
Importante
figura di teologo della Spagna visigota, prima dell'invasione araba. Di
probabile discendenza ebraica ma di famiglia già cristiana, fu educato ad una
profonda e vasta cultura nella scuola cattedrale di Toledo, sotto la sapiente
guida del dotto Vescovo Eugenio II, insigne poeta. Non potendo realizzare il desiderio
di consacrarsi alla vita monastica, divenne chierico e poi sacerdote,
approfondendo molto le sue conoscenze bibliche, teologiche, filosofiche,
storiche, poetiche etc. Fu ottimo conoscitore della letteratura patristica,
anche di quella greca, cosa abbastanza rara in occidente a quei tempi. Nel 680
fu eletto e consacrato vescovo di Toledo, esercitando per un decennio un
ministero pastorale di notevole levatura teologica, morale, spirituale e
politica, in linea, quindi, con quello dei grandi vescovi spagnoli come Ildefonso di Toledo e Isidoro di Siviglia, ma molto al di sopra della gerarchia
cattolica del suo tempo. Aumentò, e di molto, il già ricco patrimonio librario
della biblioteca episcopale di Toledo. Nella storia della teologia la figura di
Giuliano di Toledo risulta importante perché alla sua presidenza è legata la
celebrazione di ben quattro importanti Concili della Chiesa toledana (dal XII al
XV), ma anche e soprattutto per la sua produzione teologica, in particolare
escatologica. Durante il suo episcopato sostenne anche una vibrante polemica
contro i teologi della Curia romana che vedevano delle ambiguità nella
formulazione di alcune sue tesi cristologiche. Per difendersi da queste accuse
compose in successione due opere che portano lo stesso titolo, Apologeticum,
in cui con forza, e una notevole dose di sarcasmo, si difese egregiamente dagli
attacchi dei teologi, senza peraltro mettere mai in discussione la sede di
Pietro e il suo ruolo. Il XIV e il XV concilio di Toledo, in segno di totale
adesione al suo Primate, integrarono il primo e il secondo Apologetico
nei loro atti ufficiali. La vicenda si concluse con le felicitazioni del Papa!
Fu anche un riformatore liturgico, nonché autore di diversi testi liturgici per
la Chiesa di Toledo. Autore di molte opere, 17 secondo i suoi biografi, di vario
argomento: biblico, teologico dogmatico, liturgico, storico, forse di grammatica
etc., il suo più grande merito fu, però, la composizione, nel 688, due anni
prima della sua morte, di quello che è giustamente considerato il primo e più
antico trattato sistematico di Escatologia cristiana: il Prognosticum futuri
saeculi, in tre libri, dedicati rispettivamente alla morte, alla situazione
delle anime prima della parousìa finale di Cristo, e alla resurrezione finale
dei morti. Nell'opera,
che fa di Giuliano di Toledo il vero padre dell'escatologia
cristiana sistematica, egli utilizza ampiamente la Scrittura, in esegesi strettamente letteralista;
ma anche, e abbondantemente, gli scritti dei Padri della Chiesa (sia latini che greci),
considerandoli già come patrimonio e fonte teologica, insieme ad una notevole serie di
argomentazioni teologiche. È
molto probabile che l'opera
sia stata composta per la formazione teologica del clero di Toledo. Per la sua
brevità e completezza il Prognosticum ebbe, però, un grande apprezzamento
e una conseguente straordinaria diffusione in tutta Europa a partire dal IX
secolo (si ipotizzano in 1500/2000 i manoscritti diffusi nelle biblioteche dei
monasteri e delle Scholae medievali dal IX al XII sec.), esercitando, inoltre,
un notevole influsso sull'elaborazione
della teologia escatologica dell'età
carolingia, della prima scolastica e soprattutto sulle Sententiae (distinctiones
XXI, cc. 1-5 e XLIII-L) di Pietro Lombardo, testo, come è noto, di assoluto
riferimento per la teologia medievale, commentato dai più grandi Maestri delle
Università del XIII secolo. L'opera
di Giuliano vi viene ripetutamente utilizzata e il suo autore citato
direttamente dal Magister Sententiarum. Il contributo più interessante
del Prognosticum consiste nell'importante
distinzione strutturale di una fase duplice dell'escatologia:
la fase intermedia, o escatologia delle anime, e quella finale, o collettiva,
degli eventi escatologici. Tale originale distinzione metodologico-epistemologica impostata da Giuliano di Toledo, attraverso la
Scolastica medievale e i testi del Magistero teologico arriverà, non senza
contestazioni storiche e teoretiche, fino alla recuperata visione escatologica
del Vaticano II e dei documenti magisteriali contemporanei, compreso il
Catechismo della Chiesa Cattolica.
Bibliografia
Sancti Iuliani Toletanae Sedis Episcopi Opera,
pars I, (= Corpus Christianorum, Series Latina, CXV), Turnholti, Brepols, 1976.
Il volume contiene l'importante
Introduction (pp., VIII-LXXIV) alla vita e alle opere del teologo
spagnolo redatta da J.N. Hillgarth, curatore dell'edizione
critica degli scritti di Giuliano di Toledo; C. POZO,
La doctrina
escatológica del
APrognosticum
Futuri Saeculi
de San Julián de Toledo, in Est.
Ecl. 45 (1970), pp. 173-201; T. STANCATI, Alle origini dell'Escatologia
Cristiana sistematica: Il Prognosticum futuri saeculi di San Giuliano di Toledo
(sec. VII), in Angelicum LXXIII
(1996), pp. 401-433.
T. Stancati O.P.
* Vedi T. Stancati, s.v. Giuliano di Toledo, in Lexicon, Dizionario Enciclopedico dei Teologi, Casale
Monferrato (To.), Piemme, 1998, pp. 579-580. Per gentile concessione dell’Editore.
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